Chi sono

Mi appassiono alla macchina fotografica durante la tarda adolescenza, affascinato dai meccanismi di funzionamento, dai componenti e dalle regole che ne regolano la tecnica. Con il passaggio al digitale, giunti a ridosso del cambio di millennio ho l’occasione di approfondire concetti antologici già noti in un nuovo contesto, ma soprattutto di sperimentare liberamente, frequentemente, con l’evidenza immediata dei risultati e del possibile miglioramento.

Mi avvicino alla ritrattistica per sperimentare e, pur con un carattere socievole e amicale, scopro attraverso lo zoom e il display un nuovo modo di interagire con il prossimo, di restituirgli un’immagine con lo scopo tanto semplice quanto arduo di esprimere se stessi, il proprio modo d’essere e le proprie emozioni. Ecco che la macchina fotografica diventa strumento chirurgico di comunicazione e introspezione e la fotografia quindi il risultato di queste amichevoli sedute “psico-analitiche”!

La passione per i viaggi prosegue e ci porta lontano, in giro per l’Europa e soprattutto in Asia. Grazie a questa tecnica posso accumulare ricordi, catturare le luci dei paesaggi serali, immortalare piatti etnici, abbattendo le barriere linguistiche e incontrare sconosciuti, lasciapassare verso cerimonie e altre situazioni difficilmente accessibili. La fotografia è l’arte che prediligo per fissare i ricordi nella mia ahimè scarsa memoria da turista, ma non ho mai voluto sconfinare nel voyeurismo fotografico tipico dei turisti d’occidente. Personalmente ritengo davvero indelebili i rari momenti in cui tolgo gli occhi dal mirino per gustare un paesaggio, incontrare una persona o assistere ad un avvenimento. Ancora ho davanti agli occhi la fotocamera appoggiata a terra mentre partecipavo ad un antico rito di culto del sole in un monastero sul monte Koyasan, o quando venni introdotto da un anziano in un’antica sauna di Kyoto, o ancora quando entrai nella tenda per partecipare ad un matrimonio indonesiano, o quel Thé in una catapecchia in legno alla periferia del Cairo… Questi attimi rimangono scritti per sempre nella mia personalissima memoria fotografica.

Persone che esprimono la propria passione, buona conoscenza della tecnica fotografica,  un po’ di passione per la luminotecnica derivata dalla passione per gli spettacolari concerti dei Pink Floyd ammirati sin da bambino e le fotografie di Storm Thorgerson, mi hanno poi condotto quasi automaticamente a ottimi risultati con la stage photography. Danza, nonostante la mia scarsa conoscenza di quell’arte, e musica, musica musica e musicisti.

Di fronte a quale situazioni mi porterà la mia fotocamera domani? Quali click? 

Buona Luce !!! (antico saluto propiziatorio tra fotografi e fotoamatori)

Alessio

 

Photo courtesy Paola Bandini